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Non chiamateci codardi!

Non chiamateci codardi se siamo andati via dal Sud, perché non è così!

Codardo è:
“Chi fugge per paura davanti a un pericolo, a un rischio, venendo meno al proprio dovere”.

Ma qual è il nostro dovere?

È forse nostro dovere quello di rinunciare ai nostri più grandi sogni perché semplicemente non siamo “figli di qualcuno”?
È forse nostro dovere quello di combattere una guerra contro un male che abbiamo ereditato e che nessuno sembra voler sconfiggere?
È forse nostro dovere quello di accettare il fatto che semplicemente non siamo all’altezza del resto del mondo?

Beh, se questi sono i nostri doveri allora sì, siamo dei codardi.

Però, prima di accettare la mia codardia…

Lasciate che vi dica una cosa

Quando sono partito, tre anni fa, per continuare i miei studi a Milano, non sono fuggito da un pericolo ma verso un pericolo, non ho ridotto i miei rischi ma li ho aumentati a dismisura.

Se ci pensate, che rischio avrei potuto mai correre standomene al sicuro nella mia stanzetta, con i soldi di papà e il piatto pronto di mamma?

Allora mi viene un dubbio:
Ma se invece che Codardi, fossimo ragazzi con le Palle?

In fondo, ci vogliono le Palle per spezzare il cuore di una madre che, pur essendo orgogliosa del proprio foglio, tutto ciò che vorrebbe è potersene ancora prendere cura.
Ci vogliono le Palle per andarsene a vivere lontano dai nostri nonni, con la consapevolezza che potrebbero lasciarci da un momento all’altro, senza averci al loro fianco.
Ci vogliono le Palle per scommettere e investire sui propri sogni quando tutti intorno a te ti chiamano pazzo.

Non siamo Codardi ma Coraggiosi!

La verità è che siamo coraggiosi, siamo una generazione di giovani sognatori ormai stanchi di starsene con le mani in mano.
Abbiamo capito che le cose non cadono dal cielo e la fortuna non ci verrà a cercare nella nostra piccola stanzetta.

Quindi reagiamo, facciamo le valigie, salutiamo, piangiamo, sorridiamo…VIVIAMO!

Io sono fiero di me e di quelli che partono, ma anche di quelli che restano. Non c’è una soluzione giusta per tutti, ognuno ha la sua storia, i suoi obiettivi, le sue ambizioni.

Sono andato via perché per me era la scelta più giusta.
Ma non mi sento in colpa perché il mio Sud lo porto sempre con me e mi diverto a far ricredere quelli che pensano che noi “terroni” non siamo capaci.

Quindi non chiamateci Codardi…non lo siamo!

Noi siamo quelli che hanno il coraggio di inseguire i propri i sogni…
non provate a fermarci!

Stefano

9 pensieri su “Non chiamateci codardi!

  1. Ariella Nador dice:

    purtroppo i nostri figli sono stati costretti ad andarsene…con determinazione ma con coraggio, tanto coraggio.Non è facile lasciare la famiglia, gli amici e spesso trascorrere il Natale, la Pasqua lontano da casa. strappano loro le radici ma il luogo natio rimarrà sempre nel cuore.

  2. Celeste dice:

    Caro Stefano la storia si ripete…sempre …con Salerno nel cuore alla ricerca di una possibilità…Chi ha voglia di fare e sognare può trovare la sua strada .. dietro a tutto ci sono inevitabilmente sacrifici e rinunce con uno sguardo fermo al futuro che non blocca nessuno che voglia dare una chance a se stesso…Giustamente non recrimini chi ha avuto possibilità di restare ma non leghiamoci a luoghi comuni ,siamo cittadini europei e del mondo e i nostri giovani hanno una gran voglia di realizzare le proprie aspirazioni e vivere…in modo degno di questo termine ..e ciò non ha nessuna dimensione geografica ma solo di occasioni…quella che i ragazzi come te hanno colto e afferrato al volo come liane che vi slanceranno verso orizzonti nuovi e pieni di vita…auguri caro ..con tutto il cuore

    • UnTerroneAMilano dice:

      Ciao Celeste, grazie per il bellissimo commento. Bellissima anche la metafora delle liane che mi ha fatto sentire, per un secondo, come Tarzan =)
      In una società in cui si sta cercando di mettere sempre più barriere, noi giovani vogliamo aprirci al mondo intero.
      Un abbraccio!

  3. Melania dice:

    Caro Stefano, hai scritto tutto quello che penso e vivo da tre anni e mezzo, da quando il mio figliolo più “piccolo” d’età, ma grandissimo d’animo e di coraggio, come dici tu, si è trasferito per lavoro a Milano. Ho una parte del cuore mancante, ma sono fiera di lui che fa tanti sacrifici a stare da solo, e porta in alto il nome dei siciliani onesti e capaci. Auguri, sei grande!

    • UnTerroneAMilano dice:

      Melania ti ringrazio! Non c’è niente di più bello di vedere i propri genitori orgogliosi, quindi tuo figlio avrà sicuramente una carica in più. Viva i sognatori e viva la Sicilia!

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