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La mia Lisbona: que saudade!

“I viaggi sono i viaggiatori. Quello che vediamo non è quello che vediamo, ma quello che siamo.”

Fernando Pessoa

Non è un caso che questo racconto inizi con una citazione di Fernando Pessoa, storico scrittore di Lisbona che, con il suo testo “Lisbona: quello che il turista deve vedere”, mi ha accompagnato durante tutto il viaggio.

Se è vero che “i viaggi sono i viaggiatori“, il viaggio di cui vi parlerò è del tutto inedito, unico, speciale, mio.
E sì, perché Lisbona è sempre quella e troverete migliaia di articoli online che ve la descriveranno a perfezione.
Qui, invece, scoprirete la mia versione di Lisbona e, probabilmente, anche molto della mia persona.

Questo racconto parte da me che infilo il piccolo libro di Pessoa tra qualche maglietta sgualcita e un paio di mutande arrotolate.
In borsa solo le cose essenziali, anche perché Ryanair ha tolto pure il bagaglio a mano.

Meglio così, nella vita bisogna imparare a viaggiare leggeri perché si torna pieni di ricordi.

Vi dico in anticipo che 3 giorni sono davvero pochi per visitarla motivo per il quale in molti posti, come vedrete, non sono potuto entrare nei luoghi con lunghe code.

Detto ciò, ho deciso di racchiudere la mia Lisbona in 3 macro-capitoli corrispondenti alle 3 giornate che ho trascorso in questa bellissima città. All’interno dei capitoli ci sono dei “momenti” che corrispondono a dei brevissimi approfondimenti su alcuni temi interessanti.

Pronti per partire? Iniziamo!

VENERDÌ

Decollo

Parto venerdì pomeriggio dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio che raggiungo in bus, circa 50 minuti, partendo dalla Stazione Centrale (costo 7€).

Il venerdì, quindi, è un capitolo molto breve che però contiene delle informazioni, secondo me, molto interessanti.

Prima di tutte l’alloggio. Io, e i miei due compagni di viaggio (Besio e Sandrino), alloggiamo in un b&b in offerta su booking.
Si chiama Apartments Center Castelo e si trova nel quartiere più storico e caratteristico della città, Alfama. La proprietaria, Cristina, è gentilissima e ci contatta per assicurarsi che tutto stia andando bene.

Arrivati all’aeroporto di Lisbona chiamiamo subito un Uber.
Altra informazione importante: per muoversi a Lisbona vi consiglio di utilizzare Uber (con il codice fmvw92 avrete 10€ di sconto) e Taxify, costano davvero pochissimo e sono super efficienti. Noi non abbiamo preso praticamente un mezzo di trasporto!

Con circa 12€ raggiungiamo il nostro alloggio nel cuore di Lisbona, ci diamo giusto una sciacquata e poi di corsa in giro per la città.

Uno dei miei obiettivi della vacanza è quello di assistere a uno spettacolo di Fado mentre gusto del buon cibo portoghese.

Momento Fado

Fado

Il fado è un genere di musica popolare tipicamente portoghese della città di Lisbona, dal 2011 riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio intangibile dell’umanità (Wikipedia).
In pratica consiste in 3 chitarre che, in perfetta sintonia, accompagnano la voce che, in maniera molto sofferente, canta temi di emigrazione, lontananza, separazione; insomma, temi da unterroneamilano!

Tornando a noi, dopo una lunga ricerca che mi aveva portato a selezionare un locale dal nome Perreirinha de Alfama, purtroppo o per fortuna, lo trovo chiuso per lavori. Pochi passi più in la, però, la musica dolce di una chitarra ci seduce fino all’ingresso di un localino minuscolo dal nome A pulga, taberna de Alfama.
Ci accomodiamo silenziosamente perché c’è un’artista che si sta esibendo in un canto dolce ma struggente, mentre tre chitarre molto diverse l’accompagnano. Arrivano degli antipasti non richiesti.

Momento cene

Formaggi da antipasto

Quando vi sedete in un tipico ristorante di Lisbona, i camerieri portano automaticamente dei pezzettoni tondi di formaggio, un salume che, sinceramente, non ho ancora capito cosa sia e le azeitunas (olive piene di aglio). In pratica, se voi mangiate queste cose poi le troverete nel conto, se invece decidete di non mangiarli non dovrebbero addebitarle (ma questo non posso assicurarvelo perché ce li siamo pappati tutti!).

Lo spettacolo di Fado mi cattura completamente e mi lascio incantare dai diversi artisti, non professionisti, che si alternano. Questi sbucano dal pubblico, come fosse un karaoke, fanno un cenno alle chitarre e iniziano a cantare canzoni con parole incomprensibili ma che ti entrano dentro.
La cosa che mi colpisce di più sono gli occhi dei cantanti, sempre e rigorosamente chiusi, e l’emozione che mettono e trasmettono.

Mentre osservo lo spettacolo quasi mi dimentico del bacalhau e del vino che continuo a buttare giù. Il cibo mi sembra di buona qualità ma, sinceramente, passa in secondo piano.
Al termine della cena vedo per la prima volta quello che si trasformerà nell’amore della mia vita: il pastel de nata.
Ordino e mangio il primo di una lunga serie, sono in paradiso, ma poi arriva la botta…conto di 50€ a persona!
Scopro che lo spettacolo di Fado si paga caro, ma ci sta!

Terminata la cena e con non poco vino in corpo chiamiamo un Uber che, con 4€, ci ha portati a Pink Street, una stradina tutta rosa che di notte si riempie di gente pronta a far festa.
Dopo un paio di giri ci rendiamo conto di dover andare a dormire e il solito Uber ci riporta sani e salvi a casa. Metto in carica la fotocamera e crollo.

SABATO

Pastel, zumo e Alfama

Sveglia alle 9:00, fotocamera al collo e ci incamminiamo fino al Miradouro di Santa Luzia, uno dei tantissimi belvedere della città, che affaccia proprio sul quartiere Alfama.
A pochi passi dal Miradouro c’è Pastelaria Varanda de Alfama, bar in cui ci fermiamo per comprare il secondo pastel de nata e una spremuta d’arancia da gustare insieme al fantastico panorama.

Dopo un po’ di tempo a cercare lo scatto perfetto, mi lascio lentamente catturare dai bellissimi azulejos sparsi in giro.

Momento azulejos

Azulejo Santa Luzia

L’azulejo (dall’arabo “pietra lucidata”) è un tipico ornamento dell’architettura portoghese e spagnola consistente in una piastrella di ceramica non molto spessa e con una superficie smaltata e decorata. Lisbona è piena zeppa di questi “mosaici” solitamente bianchi e azzurri che raffigurano scene di ogni tipo. Se avete voglia di scoprire i più belli di Lisbona vi consiglio questo articolo che a me è tornato utile.

Terminata la colazione a Santa Luzia decidiamo di fare un salto al Castello di São Jorge, a pochi minuti dal miradouro, situato sulla collina più alta di Lisbona. Arrivati in cima ci imbattiamo in una fila pazzesca e, dato il pochissimo tempo a disposizione, decidiamo di dare uno sguardo veloce e andare via. Lungo le stradine ci fermiamo in alcuni negozietti di souvenir dove è possibile comprare anche i famosi azulejos da portare a casa.

Ingresso a Praça do Comércio

Il solito e santissimo Uber ci passa a prendere e ci porta in pochi minuti a Praça do Comércio, uno dei luoghi più affascinanti di Lisbona.
Questa enorme piazza è letteralmente bagnata dal fiume Tago, nel senso che c’è una parte della piazza che scende fino al fiume e dove è possibile scattare foto, bagnarsi i piedi e godersi il sole. Qui troviamo due colonne immerse nell’acqua che rappresentano la “porta d’ingresso” di Lisbona.
Ci stendiamo qualche minuto su questa discesa di legno e ci lasciamo cullare dal rumore dell’acqua che tanto ci manca. Poi ripartiamo.

Grazie al manualetto di Pessoa scopro che Praça do Comércio prima ospitava il Palazzo Reale che fu completamente raso al suolo dal fortissimo terremoto/tsunami del 1755.

Momento terremoto

Terremoto del 1755

La mattina del 1° novembre 1755, festa di Ognissanti, Lisbona fu colpita da quello che i geologi hanno definito come uno dei peggiori eventi sismici della storia. Si calcola che circa un terzo dei 250.000 abitanti di Lisbona morì durante il terremoto. Al terremoto susseguì, dopo pochi, un fortissimo tsunami con onde alte fino a 20 metri che penetrò fin dentro la città e distrusse tutto, compreso il Palazzo Reale che scomparì.

Statua equestre di Re Giuseppe I e Arco Triunfal

Oggi la piazza si presenta praticamente vuota con al centro la statua equestre di Re Giuseppe I, venticinquesimo re del Portogallo.
La cosa che attira di più l’attenzione è sicuramente il maestoso Arco Triunfal da Rua Augusta che collega la piazza a una delle arterie più antiche della città.

Oltrepassato l’arco, ci incamminiamo per Rua Augusta e, dopo pochi passi, un’insegna irresistibile cattura la nostra attenzione: Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau.
Il locale è veramente carino e il piano di sopra è molto suggestivo. Specialità della casa, manco a dirlo, pastel de bacalhau, una specie di crocchè ripieno di baccalà.
Da provare quello ripieno al formaggio (costo 4€).

Elevador de Santa Justa

Continuiamo la nostra passeggiata per Rua Augusta e, dopo poco, sulla sinistra ci imbattiamo nel bellissimo Elevador de Santa Justa. Questo “ascensore” è una vera e propria opera d’arte ed è stato realizzato da un allievo del grande Gustave Eiffel.
Oltre a essere molto bello, l’Elevador è anche funzionale perché permette di salire direttamente al Convento do Carmo. Il biglietto costa 2.80€ ma la fila è veramente lunga quindi decidiamo di proseguire a piedi.

Terminiamo Rua Augusta con l’arrivo in Piazza Rossio, originalmente Praça de D. Pedro IV, punto centrale di Lisbona. Tiro ancora una volta fuori il manuale di Pessoa che mi descrive la statua di Pietro IV e le figure alla sua base che rappresentano le quattro virtù cardinali: la Giustizia, la Sapienza, la Fortezza e la Temperanza, qualità attribuite al Re-soldato.
Tutto molto bello ma sono arrivato fin li con un altro obiettivo, provare la famosissima Ginjinha.

Momento Ginjinha

Ginja

La Ginjinha, detta anche Ginja, è un liquore prodotto in Portogallo a base di ginja (simile all’amarena), zucchero, acqua e cannella. Viene tradizionalmente servita in dei bicchierini, come quelli del chupito, con frutta intera alla base.
I 3 locali più famosi che servono Ginjinha si trovano tutti a pochi passi da Piazza Rossio e sono Ginjinha Espinheira, Ginjinha Sem Rival e Ginjinha Rubi.

Io ho visitato tutti e tre i locali ma mi ha colpito tantissimo Ginjinha Rubi con i numerosi azulejos al suo interno. Il costo di un bicchiere, in generale, è di 1.50€.

Si è fatta ora di pranzo e la Ginja ci ha aperto lo stomaco quindi, solito Uber, e si scappa al Mercado Da Ribeira (Time Out Market), tappa obbligatoria!

Time Out Market

All’interno di questo mercado si trova veramente di tutto ed è possibile mangiare tantissime specialità del posto.
Mi lascio trasportare dai profumi e dall’intuito che mi portano da Cozinha de felicidade, dove prendo le croquetes de pato e le patate dolci, e Miguel Castro e Silva, dove prendo un’ottima tartare de bacalhau.
Per concludere ci concediamo l’ennesimo pastel de nata da Manteigaria, che si colloca al secondo posto della mia attuale classifica di pasteis (costo 1€).

Siamo fuori dal Mercado e ci lasciamo sedurre da alcune sedie a sdraio presenti nel parchetto. Dieci minuti di sosta al sole e poi si riparte verso il vicinissimo Elevador da Bica, una delle cose più fotografate di Lisbona.

Elevador de Bica

Paghiamo il prezzo, un po’ caro, del biglietto (3.40€) e saliamo su questa storica funicolare che permette di raggiungere comodamente il quartiere Chiado. Il breve viaggio vale il prezzo del biglietto perché si attraversa una strada ripidissima e strettissima, che sembra di entrare nelle case delle persone!
Arrivati in cima, dedichiamo almeno 10 minuti alla ricerca dello scatto perfetto per poi proseguire verso Rua Garrett dove incontro la statua di Fernando Pessoa. Mi fermo a ringraziarlo per la guida che mi sta fornendo della città e facciamo sosta al vicino McDonald’s semplicemente per caricare i telefonini.

Siamo di nuovo in cammino e giungiamo al Convento do Carmo, chiesa parzialmente distrutta dal terremoto del 1755 e che con le sue rovine e gli archi che puntano al cielo è diventata uno dei luoghi più affascinanti di Lisbona. Vogliamo entrare ma c’è tantissima fila e l’ora del tramonto si avvicina.
Scendiamo per Calçada do Carmo, dove incrocio la bellissima Livraria Antiga do Carmo. Ci entro giusto per inalare il profumo dei vecchi libri, poi proseguo la discesa fino al nostro Uber.

È arrivato il momento di ammirare Lisbona al tramonto e, per farlo, ho scelto il Miradouro da Nossa Senhora do Monte. Arrivati in prossimità ci fermiamo in un piccolo alimentari per comprare qualche Super Bock (birra portoghese) e una busta di patatine.
Dopo pochi minuti arriviamo al Miradouro dove ad attenderci c’è Lisbona in tutta la sua bellezza. Ci mettiamo comodi vicino la ringhiera e ci godiamo il sole scomparire tra le colline della città.

Miradouro da Nossa Senhora do Monte

Si è fatto tardi e torniamo per una breve sosta a casa prima di andare a cena in un ristorante di carne che mi hanno consigliato in tanti.
Arriviamo in zona Bairro Alto e ci mettiamo in coda per entrare da Restaurante Cabacas.
La lista d’attesa è lunghissima, 1 ora circa, ma mi hanno detto tutti che ne vale la pena quindi attendiamo in uno dei bar vicini che mi conquista con la sangria a 1.50€.
Finalmente riusciamo a entrare e il profumo di carne mi fa sentire in paradiso.

Da Cabacas servono il pezzo di carne completamente a crudo e da cuocere al tavolo su pietra ardente. È bellissimo perché ti scegli tu la cottura e la carne è di ottima qualità. Prendo la Picanha na Pedra (10€) servita con le patate e concludo con una specie di tiramisù bianco veramente buono. Non posso che consigliarvi questo locale, soprattutto se non avete più voglia di mangiare bacalhau, perché ne vale veramente la pena. In totale spendo 20€.

Restaurante Cabacas.

Usciti soddisfatti dal ristorante facciamo un giro per Bairro Alto, zona perfetta per fare serata e piena di movida. Curiosiamo un po’ per le strade piene di gente e osserviamo la gente danzare nei tanti disco/bar che ci sono. Alla fine decidiamo di entrare da Tasca tequila bar, un locale minuscolo ma a 5€ con consumazione non potevamo dire di no!
La situazione all’interno è veramente bizzarra e gruppi di persone ballano in modo coordinato come alla fine delle commedie americane. Tutti sanno ballare tranne noi ma, dopo qualche drink, incredibilmente iniziamo a muoverci come Michael Jackson. La serata passa così e, tra salsa e bachata, è ora di tornare a casa. Indovinate come?!

DOMENICA

Inizia mooolto lentamente l’ultimo giorno a Lisbona, con noi tre sfiniti dai balletti coordinati della sera precedente.
Ci ricomponiamo, chiamiamo Uber e corriamo a visitare la bellissima Belém (12€ circa con Uber).
Ci facciamo lasciare direttamente da Pasteis de Belém, pasticceria storica e famosa per aver inventato il paradisiaco Pastel de Belém.

Momento pastel

Pastel de Belém

Il Pastel de Belém, che è la stessa identica cosa del pastel de nata ma è un marchio registrato, nasce a seguito della Revolução Liberal (rivoluzione liberale) iniziata nel 1820 durante la quale chiusero molti monasteri. Un monaco del Monastero dos Jerónimos, per mantenersi economicamente, inventò questo dolcetto ricoperto di pasta sfoglia e ripieno di una crema a base di uova, panna, zucchero e vaniglia. Tipicamente, il pastel presenta una bruciatura in superficie che viene ricoperta con zucchero e cannella. Oggi, la ricetta segreta è ancora custodita nell’antica pasteleria Pasteis de Belém che ogni giorno ne sforna in quantità industriali.

Ovviamente c’è una fila pazzesca all’ingresso ma, da buon terrone studiato, invece di fare la fila per l’asporto, entro all’interno per sedermi. La pasticceria è infinitamente grande e se proseguite fino alla fine troverete un cortile esterno dove c’è facilmente posto. Noi ci siamo accomodati subito e abbiamo ordinato così tanti dolci da farci stare male.
Non posso che confermare ciò che si dice in giro: sono i pasteis più buoni di tutti! La base sembra quella della sfogliatella napoletana e la crema all’interno è qualcosa di unico. Inutile dirvi che non ci siamo limitati a prenderne uno a testa.

Usciti dalla pasticceria, ci troviamo a pochi passi dal bellissimo Monastero dos Jerónimos che costeggiamo senza entrare, non abbiamo tempo. Attraversiamo Praça do Império e un sottopasso che ci permette di sbucare proprio davanti al Padrão dos descobrimentos, il monumento alle scoperte.

Padrão dos descobrimentos

Questa è una delle opere più belle che io abbia mai visto e la sua imponenza in riva al mare è da togliere il fiato. Decidiamo di salire fino in cima per poter ammirare Belém dall’alto.
Fila scorrevole, prezzo 3€ per gli under 25, normale 6€. Il panorama non è male, ma nulla di speciale.

Tornati a bassa quota decidiamo, finalmente, di noleggiare uno dei tantissimi monopattini elettrici che sono ovunque per Lisbona. Scarico l’app Hive (in alternativa c’è Lime), inserisco la carta di credito e iniziamo a sfrecciare per il lungomare fino ad arrivare alla tanto attesa Torre de Belém.

Torre de Belém

Siamo davanti a uno dei simboli più importanti del Portogallo nonché patrimonio mondiale dell’UNESCO. La Torre splende in riva al mare e ci mettiamo in una lunga fila su un ponte di legno per poter entrare. Dopo 30 minuti circa riusciamo a entrare pagando il prezzo studenti (3€), anche se sinceramente non lo siamo più ma nessuno ci ha chiesto nulla (terruuun!).

Finestra sul Tago

Entrati nella Torre scendiamo prima una rampa di scale che ci porta in un luogo del tutto inutile da visitare. Risaliamo e andiamo su nella prima terrazza a scattare un po’ di foto dalle bellissime finestrelle in pietra sul Tago.

Per salire in cima ci aspetta una lunga e stretta rampa di scale a chiocciola e scopriamo che c’è un sistema, tipo semaforo, che gestisce l’afflusso in salita e in discesa.
Arrivati in cima ci godiamo il panorama, scattiamo altre foto e aspettiamo il nostro turno per la discesa.

Usciti dalla torre decidiamo di fermarci in un bar con terrazza sul Tago e mangiamo uno spuntino al sole. È tempo di tornare a Lisbona per dare un ultimo saluto e comprare dei souvenir, poi dritti in aeroporto.

Decidiamo di provare Taxify per il rientro e, effettivamente, costa meno di Uber. Mentre ci dirigiamo verso Praça do Comércio inizio a realizzare che la vacanza è già al termine.
Arrivati a Rua Augusta compriamo un paio di calamite, diamo un ultimo saluto alla città e prendiamo l’Uber fino all’aeroporto.

A questo punto termina il mio racconto, la mia Lisbona, che spero vi sia piaciuto e possa tornarvi utile durante il vostro viaggio.
Sono sicuramente stato lungo ma ho preferito raccontare la mia esperienza piuttosto che dare consigli generali su cose che in realtà neanche ho visto.

Questo sempre perché le città sono sempre le stesse, quello che cambia sono gli occhi che le guardano. E voi, cosa vedrete in Lisbona?

Sul mio profilo instagram @unterroneamilano trovate tutte le stories su Lisbona in evidenza e molto presto caricherò anche il vlog.

Fatemi sapere se l’articolo vi è piaciuto e continuate a seguirmi!

Obrigado, Stefano!

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